Cereali

granoPROGETTO GRANO TENERO DI VECCHIE VARIETA’ AUTOCTONE.
Sono state recuperate le sementi dei grani teneri come VERNA, GENTIL ROSSO, AUTONOMIA B, IERVICELLA… tutti grani di taglia alta e molto rustici ( resistenti a malattie e alle infestanti). Le farine che ne derivano, macinate a pietra, sono di ottima qualità. Il risultato finale è, nonostante le basse rese per ettaro, un controllo naturale delle infestanti in campo e un ottimo pane in tavola.
Lo stesso vale per i grani duri: un esempio per tutti è il Senatore Cappelli che è un grano duro di taglia alta e dalle pregiate caratteristiche organolettiche. La pasta, nonostante sia essiccata a bassa temperatura per più di 20 ore e nonostante vi sia assenza di additivi è saporita e si mantiene al dente. La differenza maggiore tra un pane bio e un pane convenzionale è l’assenza, dalla produzione di grano alla trasformazione in pane, di chimica di sintesi. Se il grano è macinato a pietra è sicuro che nella farina, anche non integrale, rimane il germe con le parti esterne del chicco. Risultato: una farina viva e salubre. La differenza tra la pasta bio e la pasta convenzionale è più o meno la stessa di quella per il pane. La pasta bio ha, nella maggior parte dei casi, un’essiccazione lenta e a bassa temperatura. Questo le permette di mantenere quasi intatte. come già accennato, tutte le qualità organolettiche e nutritive. I campi coltivati a cereali con il metodo dell’agricoltura biologica sono stati per un o più anni per così dire “a riposo”, ossia prima del cereale in quei campi vi è cresciuta una leguminosa (erba medica, sulla, trifoglio, favino, veccia…). Ciò ha permesso al terreno di arricchirsi d’azoto e di disintossicarsi un po’ da varie malattie e da infestanti.